VerrA' L'AlZheimeR e Avrà I MIEI OCcHi
(ma anche quelli di mia madre)
"E come mi vesto per la cena di martedì? E' un posto elegante quello lì"
"Non so, ma se vuoi ti presto qualcosa"
"Pensavo di mettere la gonna nera..."
"Ma no dai, cambia, potresti mettere i jeans neri nuovi con la mia camicia di Pinko, oppure quelli di Cavalli "
"Si ma poi cosa ci metto sopra a quei jeans?"
"Non lo so, serve qualcosa di liscio e minimal"
"Tipo il tuo golfino nero e oro?"
"No mamma, ho detto liscio e minimal, quel golfino lì va giusto bene se devi tenere a bada un toro in un'arena"
"Ma non ho niente di minimo, e poi volevo mettere la gonna nera"
"E allora perché me lo chiedi? Se hai già deciso.."
"Con te non si può mai parlare. VAbe'. compro il pesce martedi?"
"Si va bene, se c'è prendi il palombo"
"Allora poi vieni a cena, ma arrivi presto o tardi?"
(E qui in un dialogo tra persone normali avrebbe dovuto accendersi una lucina, suonare un antifurto, un campanello, il principio di identità di Parmenide avrebbe dovuto tuonare dall'alto e invece.)
"Mah, non tanto presto, come al solito"
"Va bene, allora ci vediamo martedì. ciao"
"Ciao"
Squillo
"Ma io martedì io sono fuori a cena"
"Eh beh, sì in effetti. Mi avevi chiamato per parlare proprio di quello"
"E' preoccupante"
"Più per me. Io in teoria sarei nel mio periodo di massima produttività, tu puoi abbandonarti all'alzheimer"
"Produttività? Tu cosa?"
"Sì, non importa, va bene la gonna nera."