martedì, gennaio 30, 2007, ore 16:06

DAzED & COnFUsED
 
Beh, sopravvivere sono sopravvissuta. Adesso vediamo se sopravvivete voi a questo post. Le riunioni internazionali sono una fatica nera. Ma non per qualche motivo in particolare, giusto perché siamo italiani. E in particolare, noi rispetto alle altre agenzie del gruppo siamo sfigatelli. Così un tizio senza naso stava dicendo che c'era disperato bisogno di gente nell'agenzia di Budapest e ha fatto battutacce che se uno ha paura di corruzione, malavita e tanto altro, in Italia è la stessa cosa. E tante grazie pomposo inglese di merda. Ma vabbe'. Il grande capo ci ha detto che la nostra divisione è in passivo, che il marketing è in passivo, che l'anno prossimo da sto gruppo ci sbattono fuori. In effetti i nostri clienti sono piccoli piccoli, rispetto agli altri. E poi vedevi tutti questi, con l'ottimismo britannico che schizzava fuori dai pori della pelle, tutta gente convinta, che invidia cazzo, che invidia per chi sta dalla parte giusta dalla barricata. E poi quando ci hanno annunciato che alla cena non ci potevamo sedere a fianco con chi volevamo, ma che i posti erano assegnati, mio dio, io ho pensato che avevo un'unica via di uscita da questo girone infernale dove per puro caso ero capitata. Un'unica via di uscita per non mettermi a piangere pensando a tutta la sfilza di cazzate che ho fatto negli ultimi mesi, negli ultimi anni, negli ultimi giorni, per non pensare di essere per sbaglio tra le alte sfere di qualcosa che nemmeno ho capito cos'è, dio mio, una sana e completa sbronza preventiva, ecco cosa.  Dopo la prima birra, però, era come non aver bevuto niente. Dopo la seconda un po' meglio, dopo la prima coppa di champagne quasi bene, la seconda non l'ho finita per non concludere la serata in tono pulp. A cena non ho capito granché di quello che si dicevano, una biondona con il rossetto rosso e inesauribili scorte di sicurezza raccontava di come la sua bambina non volesse che lei la lasciasse a casa nei viaggi di lavoro (Give her time, ho avuto la prontezza di non dire). Sorridevo una meraviglia ma mi rimbombava in testa quella frase di DC che scorre qui, nessuna pietà per le tue sciocche tristezze di middle class, niente di bello dai tuoi sciocchi momenti di felicità. Due coppe di vino e un cocktail dopo ero pronta per andare a dormire, ma questo non prima, non prima che il mega capo de capis, Lord C, in tutta la sua burberrytà facesse un gran discorso sugli investitori, sul fatto che l'anno prossimo si aspettano il 20% in più (il 20%, Lord, ha presente? nemmeno da ubriaca riesco a pensarlo, me la manda una confezione di iniezioni di ottimismo?). Poi come uno sposo si aggirava tra i tavoli scambiando frasi e sorrisi con tutti. Beh, ma mica verrà anche qui no? Come no, eccolo che arriva e dovevo avere un'aria convincente (o disperata, non so) se la domanda tenuta in serbo per me era: "And how's going the economy in Italy?". Oh cazzo e mo che gli dico? "Er...talking about Italy...you can never say well but...we are confident in the new government". La risposta perfetta per uno venuto su a pane e liberismo. Poi ci si chiede perché io non faccia carriera, per dire.
 
Comunque, all'areoporto di Barcellona ho comprato un profumo di Escada e una maglia di Custo, l'ho provata nel camerino, e ero belllissima.
 
estate-indiana
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lunedì, gennaio 22, 2007, ore 10:26

Every morning is the dawn of a new error. L'ho trovata in una mail, ma mi sembra che trasudi ottimismo. Every morning is the dawn of the same error. Ecco, così va meglio. Io mercoledi vado a Barcellona per un corso del network. Speriamo di sopravvivere, ma anche no. Statemi bene.
estate-indiana
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giovedì, gennaio 18, 2007, ore 00:01

CInQUE CosE che NoN SapEte Di ME (e di cui a nessuno frega niente, quasi nemmeno a me)

 

Ecco a cosa servono le catene, a dare spunti per quando non si vuol scrivere di quello su cui si vorrebbe scrivere, vabe’ veniamo al sodo.

 

1)      Quando mi sono laureata, invece di essere felice come una pasqua, ho deciso che era tempo di farsi venire l’esaurimento nervoso. Non sono più uscita di casa per una quantità di mesi, piangevo tutto il giorno e tante altre storie di psicofarmaci. Mica ero stupida, avevo capito, ancor prima di averne uno,  che il lavoro era una grande inculata e ho condensato tutta la disperazione in qualche mese, invece di distillarla in una vita (oddio, se avessi passato un anno a Londra sarebbe stato molto meglio, ma anche se fossi la figlia del signor Hilton non sarebbe male. Sì baratterei il mio cervello inutile con quello inutile di Paris e il suo conto in banca. E allora?)

 

2)      Soffro di vertigini in maniera imbarazzante. Appena un sentiero è un pochino esposto io mi metto a strisciare, o mi metto a piangere, a seconda di quanto è alto il precipizio.

 

3)       Quando avevo 18 anni ero molto sfigata, più di ora, voglio dire. Per una congiunzione astrale particolarmente favorevole, mi trovai per ben 5 giorni a essere fidanzata con un ragazzo un bel po’ più grande di me. Tant’è che aveva la patente. Quando venne a prendermi sotto casa in auto per andare a mangiar la pizza, quell’arpia di mia madre mi obbligò a dirgli che non ci potevo andare. Non l’ho mai perdonata per questo, né mai lo farò. Stronza. (Lo dico anche lei, non solo qui dove non mi legge). E cogliona io, a non scappare via.

 

4)      Di nascosto ascolto Tiziano Ferro. Sto pensando di andare anche al concerto ma forse sono troppo depressa per sopravvivere a “Sere Nere” e “Ed ero contentissimo”

 

5)      Mi mancano tanto le mie nonne. Tantissimo. E ultimamente invidio le coppie che vanno a far la spesa al supermercato. E vaffanculo, siamo già a sei.

 

 

estate-indiana
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martedì, gennaio 09, 2007, ore 00:27

BuonA NoTTe, STraFIga

 

E vabbe’, quando ci vuole ci vuole. Questa sera ho compiuto un’impresa che neanche gli eroi del Brenta. Da sola, senza aiuto alcuno, ce l’ho fatta. Ho imparato a trasportare i CD sul fantastico i-pod. O come cavolo si dice insomma. Adesso posso ascoltare David Gray su quell’affare lì che fa tanto fighetta. A dire il vero, ho fatto molto di più. Prima di tutto, ho disinstallato Explorer 7, che mi aveva praticamente ingoiato il browser. Non scaricatelo mai, vi pianta in asso peggio di un deodorante che non sia Rexona (questa la capiscono solo i figli degli anni 70, dio come sono vecchia, forse mamma ha ragione con la storia della crema antirughe). In secondo luogo ho scaricato i-tunes7, senza intoppi. Dopodiché, smanettando un po’ qua e là, con la maestria di un hacker e con l’agilità di un system analyst integrator moltiplicator eccetera ce l’ho fatta, le mie canzoncine sono tutte nell’aggeggio. A chi paventava una Caporetto pari a quella del Moulinex (cioè me stessa, che gli frega agli altri?), la risposta è arrivata precisa e puntuale. Sono una donna tecnologica, mica una casalinga.

Restano da capire alcune cose:

- come fare a far seguire l’ordine che voglio io e non il suo (ma forse bisogna nominare le canzoni)

- come fare a cancellare una canzone dall’i-pod? (si potrà?, boh)

- qualcosa che sicuramente ancora mi sfugge

- Ah, ecco, come spegnere l’i-pod prima che si spenga da solo, chissà se si può.

(Fa niente che il resto della vita va a puttane, anzi, che sta facendo un corso alla Hollywood Boulevard University per andare a puttane con un certo stile e senza indugi, con l’i-pod è tutta un’altra cosa, garantito al limone, anzi alla mela)

 

estate-indiana
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mercoledì, gennaio 03, 2007, ore 17:45

PRoFuMI E BAlOcChI
 
Se c'è una cosa che mi annoia a morte sono i post sulle chiavi di ricerca. Quando qualcuno dei miei blogger (I mean, dei miei link) ne scrive uno sbuffo e cambio pagina. Ma chissenefrega di che frasi digita la gente che capita sul mio blog, no?
Comunque, questo simpatico attacco non era un preludio ad alcunché di più interessante o ancor meno intelligente. Solo per dar sfogo al malumore che ha accompagnato l'inizio dell'anno. Potrei raccontare, per esempio, dei regali meno azzeccati che mi sono arrivati per Natale. Al primo posto, il profumo di mia zia. Ora, io non sono difficile in fatto di profumi. Non sono una di quelle che mette sempre lo stesso per rendersi indimenticabile (in realtà, la maggior parte della gente che incontro spero si dimentichi di me nel giro di 24 ore). Non sono nemmeno una di quelle che solo profumi dolci/solo profumi amari eccetera. Mi piace un po' di tutto. MI piace Must de Cartier, per dire, o anche Cheap & Chic di Moschino, che già tra loro sono piuttosto diversi. Mi piacciono le fragranze di Gautier, mi piace J'Adore, e anche Tommy Girl e potrei continuare. Ce n'è uno che proprio non sopporto. Si chiama Vent Vert e risale più o meno al mesozoico. Ho un preciso ricordo di un viaggio in auto quando io ero molto piccola e stavo malissimo, e tutto quello che ricordo è questo orrendo profumo di mia madre che infestava l'abitacolo...fino a quando non scarto il regalo e lo rivedo lì, nella scatoletta verde pisello. Volevo morì. Ma per fortuna le sorelle di mia zia mi hanno regalato nell'ordine:
- un portapillole a forma di pochette tempestato di diamanti ovviamente fintissimi (ma che me ne faccio? Lo tengo lì per quando sarò ipertesa?)
- un portamonete Renato Ballestra nero talmente orrendo che non è nemmeno reciclabile.
Ah, poi per fortuna mi è stato anche regalato un CD maipiùsenza con le canzoni natalizie di Gloria Estefan. L'azienda ci ha regalato l'i-pod nano. Bellissimo per carità, ma solo l'idea di farlo funzionare mi stanca i neuroni; ci proverò, se non riesco finisce dritto su e-bay. Anzi me lo tengo, che quando sarò in coda al collocamento almeno sarò trendy e non mi annoierò, ascoltando l'i-pod.
 
estate-indiana
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