venerdì, ottobre 28, 2005, ore 17:16

è che sono tanto impegnata a cambiare lavoro, o meglio a cercare un altro lavoro, e nel frattempo a fare anche questo. è che sono anche pigra a scrivere, forse per questo che non lo trovo.
estate-indiana
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mercoledì, ottobre 05, 2005, ore 23:21

Mia NonnA, L’inTElLigeNCE e la Tuta DeL MURatoRe 

 

La casa di mia nonna è piccola, ma per me e mia cugina era molto grande, perché giravamo con il triciclo attorno al tavolo di legno, lasciando intatte le sedie e il mobile della tivù. Anche il divano di vimpelle è piccolino ma era un perfetto rifugio dai mostri e soprattutto da barbablù, mentre la fiaba sonora girava nel mangianastri. 

Una sera era andata via la corrente e io telefonavo per sapere se aveva bisogno di qualcosa e lei non rispondeva. Allora sono corsa a casa sua e mi sentivo un misto tra un ladro e un pompiere di New York mentre scavalcavo il muro di cinta per entrare. La trovo lì che guarda il telefono.

“Ma non rispondi?” 

“Sun dre’ a capì me’l fa a sunà, che gh’è no la curent” (traduzione dal milanese: “cerco di capire come faccia a suonare, visto che non c’è la corrente”). Ah, ecco, tanto per sapere. 

Mia nonna camminava pochissimo e però sapeva tutto: 

“Te l’se che la Carlota l’ha cambia cà?” (lo sai che Carlotta cambia casa?) 

“Non credo nonna, la vedo sempre e non mi ha mai detto nulla.” 

“Te l’disi mi.” (Te lo dico io.) 

Ipsa dixit, e dopo sei mesi ecco Carlotta nella sua nuova casa. Che cos’è l’intelligence, se non la ricerca del pettegolezzo vero? 

Il mio fidanzatino a 18 anni. E il fatto che facesse il muratore come suo marito, le ispirò questo unico commento: “El va ben no. Te se nanca bona de lavà el toenic.” (Non va bene, non sei nemmeno capace di lavargli la tuta). 

Mia nonna è morta d’improvviso pochi giorni fa, e un pezzo importante della mia famiglia se n’è andato per sempre. Ha combattuto una malattia, perso un figlio, visto la guerra e aiutato noi a fare i compiti. 

E’ nella natura delle cose, però alle volte sembra davvero impossibile non vederla più sotto il portico o sentirla chiamarmi come si fa coi soldati all’ordine. Non sono ancora entrata in casa sua da quando se n’è andata.

Anche oggi mi sembra una casa troppo grande.

Anche oggi, mi sento tanto piccola.  

 

estate-indiana
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